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Corso di Pianoforte e Tastiere: Francesco D’Agnolo

10604650_367637506733794_1951442546970115270_oPianoforte e tastiere di Francesco D’Agnolo

“Classe ’79, inizio a studiare pianoforte classico all’età di 6 anni e presentandomi compiuti i 10 anni per gli esami di teoria e solfeggio come privatista presso il conservatorio di musica “Perosi” di Campobasso, dove ho sostenuto anche i successivi esami di strumento ricevendo la votazione più alta del conservatorio in quell’anno (9/10.

 

Mi sono subito circondato di ogni genere di strumenti musicali trasportando le nozioni apprese dallo studio del pianoforte sulla chitarra acustica ed il basso elettrico del mio fratello maggiore, apprendendo il linguaggio proprio di questi strumenti, cosa che mi è tornata molto utile in futuro per le attività di arrangiamento.

 

Ho proseguito gli studi di pianoforte  appassionandomi sempre di più anche alle tecnologie legate alla musica, all’elettronica  iniziando a ricercare i punti di contatto tra questi due mondi frequentando corsi di Musica Elettronica, Midi e Fonia presso l’Universita della Musica (UM) di Roma.

 

Parallelamente la curiosità che mi contraddistingue mi ha portato a esplorare il mondo della composizione e dell’arrangiamento, con particolare attenzione alla psicoacustica, sempre affascinato dall’impressionismo musicale e dall’arte di “aiutare l’immaginazione” con gli stimoli che l’arte stessa sa fornire.

 

Decisi perciò di intraprendere un’esperienza all’estero, attratto dalla cultura e dalla musica Celtica, dalle ambientazioni Fantasy dei miei film preferiti, e mi trasferii in Irlanda, più precisamente nella giovane cittadina universitaria di Galway sita sulla costa occidentale dell’isola dove ho trascorso un anno di approfondimento della lingua inglese, immerso completamente nella vita quotidiana e musicale di quel popolo, portando con me la mia chitarra acustica, lavorando il giorno e suonando la sera, entrando in contatto con i più abili e stravaganti artisti “di strada” Irlandesi coinvolti nel Galway Arts Festival.

 

Teatro, cortometraggi, jam-session, arrangiamenti, esperienze musicali dei più svariati generi con artisti italiani (tra cui Greg & Lillo, Paola Cortellesi, spettacoli teatrali con la regia del Maestro Mario Moretti) saltuarie esperienze televisive, e musicisti americani (Jimmy Z, Tav Falco’s “Panther Burns”, Martha High) suonando nei festival di mezza Europa (UK, Francia, Belgio, Austria, Germania, Spagna, Portogallo, Scozia, Olanda, Svizzera, Paesi Baltici) e in gran parte degli Stati Uniti (New York, Chicago, New Orleans, Los Angeles, San Francisco, Detroit, Las Vegas, Clarksdale… il famoso “Crocicchio” di Robert Johnson).

 

Durante tutti questi viaggi ed esperienze sono stato io ad “imparare” che  suonare uno strumento è bello, ma capire la musica come strumento dispensatore di emozioni e stati d’animo è ancora più bello.

Non servono mille note, ne bastano due… “scelte” tra mille. E se vogliamo suonarne mille, che ognuna di queste ci suggerisca la successiva.

 

Tendo a cercare di scovare le inclinazioni di ogni allievo, tentando quindi di orientarlo verso uno stile e un metodo che sia il più possibile aderente alle sue attitudini, con l’intento di lasciare spazio al suo stile quando questo è già in formazione, o creando solide basi teorico-tecniche perché esso possa svilupparsi senza limiti o vincoli.

 

La materia è la Musica, il pianoforte è lo strumento che mi piace di più usare per studiarla e trasmettere agli altri l’idea di quanto sia sterminata e affascinante e che la Musica cresce insieme a noi.”

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