Pianoforte e tastiere

Pianoforte e tastiere di Francesco D’Agnolo

Il corso di pianoforte inizia con l’apprendimento della lettura del pentagramma in modo fluido. Questo facilita lo studio degli esercizi di tecnica e di brani di diversi generi. Già dopo i primi incontri assegneremo all’allievo i primi brani, e cureremo la comprensione sempre più immediata delle varie figure (pattern) ritmiche che torneranno utili in futuro.

Durante l’apprendimento dei primi brani e studi, si lavora sull’ impostazione della mano, una corretta postura e posizione della mano facilita e velocizza l’esecuzione di qualunque brano moderno o classico. In questo modo si scongiurano anche effetti negativi sulle articolazioni e sulla muscolatura che possono incorrere mantenendo una posizione errata per un tempo prolungato.

Funzionamento e sviluppo dell’ orecchio musicale: come facciamo a riconoscere una canzone che abbiamo ascoltato in precedenza, anche se viene suonata da un altro strumento o fischiettata. Le distanze tra i suoni (gli intervalli), metodologie per riconoscerli e comprensione della loro importanza per l’allenamento e miglioramento dell’orecchio musicale, attraverso l’ascolto e la trascrizione guidata di semplici melodie.
Formazione degli accordi con l’utilizzo degli intervalli per imparare a costruire qualunque accordo senza doverne memorizzare le note, le geometrie e senza l’utilizzo di prontuari.
La memorizzazione avviene con il semplice utilizzo delle regole dell’armonia i cui rudimenti vengono spiegati a fondo durante tutto il percorso della formazione, per una comprensione e più facile memorizzazione di tutto ciò che si suona.

Concetto di tonalità (maggiori e minori) e studio dell’esposizione lineare delle note che la compongono (scale) per completare la formazione sugli accordi, che vengono a questo punto distinti per tonalità e non più considerati come semplici gruppi di note rispondenti alle regole degli intervalli.

Indipendenza delle due mani e primi pattern ritmici. Soprattutto nel caso l’allievo sia orientato all’ apprendimento del pianoforte moderno, che si differenzia dallo studio del pianoforte classico, necessita di una maggiore indipendenza musicale: il pianista avrà molto più spazio (e di conseguenza responsabilità) nel modo di eseguire un brano. Al contrario, nel repertorio classico, è molto più importante un’ottima lettura del pentagramma, una maggiore indipendenza delle due mani e una approfondita capacità di gestire la dinamica dei suoni anche all’ interno di una singola mano. Ad alcune dita è richiesto di suonare più forte ad altre più piano, nello stesso momento.

Approfondimento dell’argomento “Tempo e Ritmo” sia che si suoni da soli, sia per l’esecuzione di brani insieme ad altri strumenti e musicisti.

Trasformazione del concetto di “rivolto” (appreso durante lo studio degli accordi) in quello di “voicing”: spiegazione dei fenomeni acustici che fanno si che l’orecchio si ancori di più a certe frequenze piuttosto che ad altre. Questo è propedeutico per una coerente scelta della posizione delle note in un accordo e anche sulla posizione di quest’ultimo sulla tastiera.
Quali note raddoppiare, quali escludere e perchè (suoni armonici); legami armonici e conseguente introduzione alla visione dell’esecuzione come flusso orizzontale di voci piuttosto che verticale (serie di accordi a se stanti)

Creatività e improvvisazione. Come scoprire la nostra creatività, approfondimento di tutti gli argomenti di armonia che possano favorirne lo sviluppo cosciente. Come metterla a servizio dell’improvvisazione e dell’arrangiamento estemporaneo di un accompagnamento pianistico per una voce, per uno strumento solista o per suonare in gruppo, ascoltando cosa avviene e trovando “il proprio spazio” durante lo scorrere dell’esecuzione.

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Insegnante:
Francesco D’Agnolo